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Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Creatività, plasticità neuronale e benessere. La Fondazione Paoletti pubblica uno studio sul Quadrato Motor Training
Creatività, plasticità neuronale e benessere. La Fondazione Paoletti pubblica uno studio sul Quadrato Motor Training

La creatività gioca un ruolo fondamentale nella nostra vita. Si tratta, infatti, di una capacità cognitiva attraverso la quale riusciamo ad affrontare sempre meglio le sfide che ci propone, a volte impone, il nostro ambiente quotidiano. È grazie alla creatività che troviamo risposte più adeguate al cambiamento e alle necessità impellenti, alimentando una conseguente crescita del nostro benessere, sia a livello personale che sul piano collettivo-sociale.

Un nuovo studio della Fondazione Paoletti ha indagato la possibilità di aumentare la nostra creatività, unitamente alla plasticità neuronale del nostro cervello, attraverso uno specifico training motorio e ha fornito interessanti indicazioni in questo senso.

La ricerca, condotta dall’ “Istituto di Ricerca in neuroscienze, educazione e didattica” della Fondazione Paoletti in collaborazione con l’ “Istituto di biologia e patologia molecolari” (IBPM) del CNR, con il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università La Sapienza di Roma e con il Dipartimento di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico” (IUSM), è stata pubblicata sulla piattaforma scientifica internazionale Hindawi.

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Lo studio, intitolato “Creating Well-Being: Increased Creativity and proNGF Decrease following Quadrato Motor Training”, è stato condotto da Tal Dotan Ben-Soussan (Istituto di Ricerca Fondazione Paoletti), Loredana Verdone e Micaela Caserta (CNR), Sabrina Venditti (Sapienza Università di Roma), Nicoletta Tocci e Caterina Pesce (IUSM).

Le ricercatrici hanno registrato un incremento delle capacità creative, ideative e progettuali in due gruppi di persone, adulti e bambini, che avevano eseguito per 4 settimane il Quadrato Motor Training (QMT), una tecnica motoria ideata da Patrizio Paoletti e sviluppata nei laboratori dell’Istituto di ricerca della Fondazione.

Nel gruppo di adulti, la creatività è stata misurata mediante il test Alternate Uses Task di Guilford, focalizzando l’attenzione su due parametri: fluency, ovvero il numero totale di idee generate, e flexibility, ovvero la tendenza a generare un gruppo eterogeneo di risposte. Nel gruppo di bambini, invece, sono stati usati più tests: il Test di Torrance sul pensiero creativo (TTCT), che si attua a traverso la costruzione di immagini a partire da una linea curva, il completamento di figure incomplete e l'invenzione di disegni a partire da due linee parallele; il test della generazione di numeri a caso (RNG), che da una valutazione delle funzioni cognitive esecutive; il Cognitive Assessment System, volto a determinare le capacità di planning e di attenzione focalizzata a captare stimoli evitando distrazioni.

Le ricercatrici hanno osservato che in particolare la flexibility è aumentata in modo statisticamente significativo nei due gruppi che avevano praticato il QMT, sia adulti che bambini, rispetto al gruppo di controllo.

La ricerca, inoltre, ha indagato alcuni aspetti biomolecolari per sviluppare modelli di relazione tra i meccanismi che regolano la vita dei nostri neuroni e i riscontri ottenuti dallo studio a livello cognitivo. In particolare le ricercatrici hanno registrato significative variazioni di una specifica famiglia di proteine all’interno del cervello dei due gruppi sottoposti al training.

Si tratta delle neurotrofine, proteine che determinano la sopravvivenza, lo sviluppo e la funzione dei neuroni. Le neurotrofine al centro dell'indagine sono la proteina NGF (Nerve growth factor) che è coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso, indirizza e regola la crescita degli assoni dei neuroni, e la proteina BDNF (Brain-derived neurotrophic factor), che mantiene in vita i neuroni e ne regola la differenziazione.

Negli esseri umani la concentrazione di queste due proteine può essere identificata nella saliva, ed è proprio qui che il team di ricerca ha individuato una variazione di concentrazione di neurotrofine dopo le sedute di QMT.

Dopo la pratica del QMT, le ricercatrici hanno osservato nei due gruppi una diminuzione di proNGF, pari al 44% negli adulti e al 50% nei bambini. È un risultato estremamente interessante, in quanto si correla con un dato noto in letteratura secondo il quale nelle problematiche di mild cognitive impairment (deterioramento cognitivo lieve) e in malattie come l'Alzheimer si riscontra sistematicamente un aumento dei valori di proNGF. Diverse ricerche neuroscientifiche, inoltre, hanno trovato evidenti implicazioni delle neurotrofine nell’aumento dei livelli di stress e nel funzionamento di abilità cognitive come l’apprendimento.

“Una delle possibili ipotesi che abbiamo formulato per spiegare questo risultato – afferma la dott.ssa Sabrina Venditti del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università La Sapienza di Roma - è che i neuroni siano più sani e meno soggetti a fenomeni degenerativi. Probabilmente riescono a conservare meglio la loro energia e infatti i dati in letteratura indicano una correlazione importante tra NGF e stress cellulare. L'energia conservata attraverso questa pratica potrebbe essere utilizzata per creare nuove connessioni, cioè per generare nuove sinapsi.”

Ancora una volta, la ricerca ci da rilevanti indicazioni sull’importanza di integrare allenamento fisico e cognitivo nel corso di tutta la vita per aumentare il nostro grado di benessere. In particolare il Quadrato Motor Training, già oggetto di pubblicazioni come quella sulla rivista internazionale Plos One, continua a riscuotere interesse da parte di numerose università ed enti di ricerca per le sue le potenziali applicazioni.

 
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