E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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L’eccellenza: pratica o talento naturale?
L’eccellenza: pratica o talento naturale?

Per raggiungere livelli di eccellenza in un qualunque campo conta di più avere delle doti innate o costruire nel tempo con l’esercizio le proprie capacità? Ernest Hemingway non ha avuto dubbi quando gli è stata posta questa domanda… “Il successo è 1 per cento inspiration (ispirazione) e 99 per cento perspiration (sudore)”.

Se pensiamo ad uno dei personaggi più creativi e geniali della storia, l’inventore Thomas Edison, quest’ipotesi non può che essere rafforzata. Edison infatti è il quarto inventore più prolifico di sempre. Tra i 20 e gli 82 anni deposita 1084 brevetti, tra i quali il fonografo e la lampadina. Il costante impegno e il “sudore” sono stati la sua la chiave per il successo, tanto che Nikola Tesla, suo contemporaneo e concorrente, lo definì un “brute force experimenter”.

I sostenitori della pratica come chiave del successo fanno tutti riferimento ad uno studio del 1993 dello psicologo statunitense Anders Ericsson. “The role of deliberate practice in the acquisition of expert performance” (leggi qui) si basa sull’assunto che chiunque può primeggiare in qualsiasi disciplina se vi si applica intensamente e per un lungo periodo.

Ericsson ha esaminato un gruppo di violinisti dell’accademia musicale di Berlino e con l’ausilio di alcuni esperti ha diviso il gruppo in tre categorie: quelli che avevano possibilità di diventare solisti di fama internazionale; i violinisti semplicemente bravi e quelli che avevano scarsa probabilità di suonare a livello professionistico.

Tutti avevano cominciato a suonare intorno ai 5 anni e tutti sembravano essere piuttosto portati per lo strumento. I ricercatori hanno rilevato che i violinisti tendenti all’eccellenza nel periodo dagli 8 ai 20 anni avevano praticato il violino in media 10000 ore. Gli altri due gruppi si attestavano sulle 8000 e 5000 ore di pratica. Ecco la cifra magica del successo.

In contrapposizione a tale teoria si pone l’esperimento del 2011 degli psicologi Hambrick e Mainz pubblicato in “Current Directions in Psychological Science” (leggi qui). Lo scopo della ricerca era indagare una misura dell’efficienza intellettiva: le capacità della memoria di lavoro di memorizzare ed elaborare al tempo stesso una grande quantità di informazioni.

Lo studio ha coinvolto 57 pianisti con una gamma di esercizio alle spalle da un minimo di 260 ad un massimo di 31.000 ore. È stato affidato loro il compito di suonare un pezzo che non conoscevano, leggendolo dallo spartito. Quelli che avevano più pratica hanno svolto meglio il compito, ma i ricercatori hanno notato come indipendentemente dalle ore di pratica le capacità intellettive avessero avuto un impatto significativo sulla performance. La più o meno efficiente memoria di lavoro influenza il numero delle prossime note che il suonatore riesce a leggere mentre suona. Hambrick e Mainz hanno concluso che le abilità e le capacità di base svolgono un ruolo importante nel livello di performance.

Per valutare quanto le capacità innate influenzino le prestazioni nello sport, il giornalista di Sports Illustrated David Epstein ha studiato le capacità visive dei giocatori di baseball americani. Ha notato che i giocatori professionisti hanno in media una visione che è quasi due volte il doppio del normale. L’autore di “The Sport Gene”, spiega il suo punto di vista con una metafora secondo la quale il talento è l’hardware e la pratica è il software. Quindi, conclude Epstein, migliori sono le capacità di base (hardware) e migliori saranno le reazioni all’esercizio pratico (software).

Non si può venir fuori dalla disputa tra i due approcci se non si comprende fino in fondo il concetto di “pratica deliberata” di Ericsson. Lo psicologo americano non parla del solo semplice esercizio per eccellere, ma di una pratica fatta di concentrazione ed impegno, focalizzata al raggiungimento di piccoli obiettivi ed al continuo ampliamento delle capacità acquisite in un’ottica di costante miglioramento.

Scott Barry Kaufman inserisce un elemento in più, la personalità. Per lo psicologo statunitense elementi come la motivazione, l’ispirazione e la capacità di immaginare il proprio miglioramento sono la vera chiave per sfruttare i propri talenti ed allenarli all’eccellenza.

È proprio nei concetti di pratica deliberata e di capacità di immaginare il miglioramento che si trova la chiave della questione. Le capacità innate e quindi il talento possono essere sviluppate e portate verso la strada dell’eccellenza attraverso quella che in Pedagogia per il Terzo Millennio è definita capacità di prefigurazione. Comprendere se stessi e le proprie potenzialità, infatti, permette di orientare le proprie azioni ed emozioni per raggiungere i propri obiettivi, che siano essi entrare nell’orchestra del Bolshoi o inventare la lampadina.

Alta Scuola di Pedagogia  |  Pedagogia per il terzo millennio
 

BIBLIOGRAFIA

- Carey B., How do you get to Carnagie Hall? Talent, article on New York Times, July 14, 2014.
- Carter B., Can 1000 hours of practice make you an expert?, article on BBC News, February 28, 2014.
- Gladwell M., Outliers: The story of success, Little Brown and Company, 2008.
- Paoletti P., 21 Minuti. I saperi dell’eccellenza, Edizioni 3P, 2011.
- Paoletti P., Selvaggio A., Normalizzazione, Edizioni 3P, 2013.