E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

Cerca per argomento

Store

  • Normalizzazione

    Normalizzazione
    Prezzo: 18,00 €

    Disponibile nelle seguenti lingue: italiano, inglese, spagnolo, francese, portoghese Collana:......

    approfondisci
  • Biglietto di Natale "Christmas Snow"

    Biglietto di Natale "Christmas Snow"
    Prezzo: 2,00 €

    Rendi questo Natale ancora più speciale! Arricchisci i tuoi regali con i nuovi biglietti di......

    approfondisci

Fondazione Patrizio Paoletti

news
home / elenco news / L'economia della conoscenza: strategie per il rilancio

News

Bookmark and Share
L'economia della conoscenza: strategie per il rilancio
L'economia della conoscenza: strategie per il rilancio

I dati diffusi dall’OCSE nel dossier PISA 2012 (Progamme for International Student Assessment), ci raccontano un’Italia ancora incapace di garantire un’istruzione di qualità ai nostri ragazzi. Gli studenti italiani, le cui competenze sono state valutate attraverso i test standardizzati europei, ottengono risultati inferiori alla media dei Paesi dell’OCSE: in matematica si collocano tra la 30esima e 35esima posizione, in lettura tra la 26esima e 34esima e in scienze tra la 28esima e 35esima rispetto ai 65 Paesi che hanno partecipato ai test di valutazione delle competenze in questi tre ambiti.

L’inefficacia del sistema di istruzione italiano coinvolge anche l’educazione degli adulti. L’alto tasso di analfabetismo di ritorno, denunciato dall’ex Ministro dell’Istruzione Tullio De Mauro, fa sì che “più della metà degli italiani abbia difficoltà a comprendere l’informazione scritta e molti anche quella parlata”. Tali difficoltà, secondo De Mauro, pongono a rischio l’esercizio dei diritti politici nell’ambito del sistema democratico. Infatti, in assenza del pieno sviluppo della capacità critica, gli italiani non saranno in grado di comprendere e controllare l’operato delle classi dirigenti.

Numerose pubblicazioni del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) dell’ultimo decennio hanno dimostrato l’esistenza di un rapporto di proporzionalità diretta tra il tasso di istruzione e di formazione dei cittadini e l'indice di sviluppo umano. Lo sviluppo umano di un paese è quindi funzione della produttività e innovatività delle risorse umane immesse sul mercato del lavoro al termine di un percorso di istruzione. La cattiva gestione degli investimenti finanziari nel settore dell’istruzione e nell’educazione degli adulti e la loro inadeguatezza nell’assicurare una percentuale significativa di laureati, sono in grado di minare l’innovatività e la produttività del nostro paese.

La Fondazione Paoletti, che da oltre 13 anni opera per fornire a studenti e care givers strumenti educativi efficenti ed efficaci supportati da un continuo lavoro di ricerca, ha partecipato alla tavola rotonda “2014, verso l’unità politica dell’Europa?” di Roma per confrontarsi con organizzazioni ed istituzioni, nazionali ed europee, su quali interventi siano necessari per far crescere nei cittadini la consapevolezza della centralità della cultura, generatore e moltiplicatore della crescita.

L'Italia ha bisogno di sanare alcune lacune profonde del suo sistema di istruzione: il gap di genere, il divario tra nord-centro-mezzogiorno, la mancata integrazione degli immigrati, le radicali differenze di status socio economico tra i cittadini, la precarietà del corpo docente.

È doveroso e strategico rafforzare lo straordinario potenziale della scuola italiana come motore della mobilità sociale, soprattutto in una fase di crisi economica come quella che l'Italia sta attraversando.

L'Europa e il mondo devono poter conoscere quanto l'Italia vale in termini di bellezza, di cultura, di scienza e di conoscenza. Sta a noi rivalorizzare il nostro straordinario capitale umano investendo su scuola e formazione continua. Vorremmo che fossero queste le idee per il cambiamento che porteremo in Europa  nel corso del semestre di presidenza italiana al Parlamento europeo, a partire da luglio 2014.