E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Junior Training 2013, parola alle famiglie

Junior Training si rilancia subito! E’ già possibile prenotare la tua presenza a Junior Training 2014. Se lo fai ora, per la tua famiglia c’è uno sconto speciale.

Si è appena conclusa la 13ª edizione, alla quale tra le tante hanno partecipato anche alcune famiglie provenienti dall'estero: Svizzera, Israele, Messico e Canada.

Ringraziamo la famiglia di Daniel e Giuditta (Israele), e i loro due figli di 8 e 11 anni, che hanno voluto condividere con tutti noi la loro esperienza al campus.

Ecco cosa ci dice Giuditta:

E’ la prima volta che partecipate a Junior Training?
Sì, è stata la prima volta.

Cosa ti ha colpito di più di quest'esperienza con la tua famiglia?
Ho fatto nuove scoperte connesse alla relazione con i miei figli e alla sensibilità nei loro confronti. Ora so meglio quando invitarli all'ascolto, o quando lasciare loro spazio e ritirarmi. Ho imparato che ogni figlio ha bisogno di qualcosa di diverso dall’altro. E’ incredibile e sorprendente la velocità con cui, nonostante i miei bambini non conoscano l'italiano, siano riusciti a entrare in relazione con gli altri. Dopo i primi tempi in cui erano un po’ “chiusi”, poi sono partiti e hanno giocato senza pausa. Inoltre è stato interessante accorgermi che le etichette che avevo assegnato ai miei figli non sono veritiere, nè utili. Ho guardato con occhi nuovi, ho cercato di ascoltare nuovamente!

Qual è l’attività che più ti è piaciuta?
Lo spazio vuoto. Era tutto interessante: lo staff ha dato punti di vista molto interessanti e ho imparato tanto anche dagli altri genitori. C’era anche qualcosa nelle connessioni tra tutti i bambini, non solo i più grandi. Giorno dopo giorno l’intensità e il calore dentro di me sono cresciuti e sono arrivati ad un momento di apice nel quarto giorno, come se fossero state toccate ali sensibili dentro di me. E’ stato un po’ difficile rendermene conto ma ho capito che era anche una possibilità molto grande: ascoltare e non avere solo il mio punto di vista, ma anche quello di mio marito e degli altri. E’ stato interessante vedere che mio marito si è aperto di più giorno dopo giorno, si è messo in gioco, anche per cambiare se stesso ed essere un modello per i figli. E’ stato importante capire cosa vede lui. Ho visto, ad esempio, che i bambini hanno cercato sempre la relazione con gli altri nello spazio vuoto sin dal primo giorno. Lui invece ha visto che usano delle strategie. Antonella Selvaggio (psicologa e respons. del progetto, n.d.r.) ha poi sottolineato la differenza tra il pensiero maschile e quello femminile che sono diversi e complementari.

Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
Da oggi cercheremo di sottolineare sempre il “più”, di essere aperti alla possibilità di accogliere e di essere più sensibili alle necessità dell’ambiente. E’ stata un’esperienza incredibile!