E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Cervelli in rete, a 4.000 km di distanza. La ricerca condotta dal prof. Nicolelis
Cervelli in rete, a 4.000 km di distanza. La ricerca condotta dal prof. Nicolelis

Il successo di questa ricerca prefigura la possibilità di creare vere e proprie “reti cerebrali” per l’elaborazione e la memorizzazione d’informazioni sensoriali. Un primo passo verso ciò che è stato definito dai ricercatori “il computer biologico”.

Ma come può accadere che i cervelli di due topi si scambino tra loro informazioni a 4000 chilometri di distanza tramite internet? L’esperimento, che segna la storia delle neuroscienze, è stato diretto dal prof. Miguel Nicolelis, ospite di Patrizio Paoletti sul palco di 21 minuti nel 2012, e pubblicato su Nature Communications.

Da Le Scienze.it – Il professor Nicolelis, a seguito della pubblicazione, afferma che: "I nostri studi con interfacce cervello-macchina ci avevano convinto che il cervello è molto più plastico di quello che pensavamo, dimostrando di essere in grado di adattarsi facilmente a ricevere input da dispositivi esterni al corpo e anche a imparare come elaborare il segnale proveniente da luce infrarossa invisibile. Ci siamo quindi chiesti se potesse anche assimilare informazioni provenienti dal corpo di un altro individuo, o in questo caso di altri animali." Continua Nicolelis, “nella lunga serie di esperimenti la percentuale di successi nella trasmissione dell'informazione si è attestata al  70 per cento.” 

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La comunicazione diretta tra due cervelli, seppur animali, è quindi possibile. Questa nuova frontiera apre ad una serie di implicazioni scientifiche che potrebbero avere una ricaduta positiva sul nostro modo di  scambiare ed elaborare dati.

Determinante per noi, rimane la consapevolezza acquisita sulla plasticità del cervello e sulla sua capacità di ricevere direttamente impulsi, codificandoli, da un altro cervello. Il futuro della ricerca ci dirà quali implicazioni deriveranno per il benessere dell’uomo da questa scoperta.

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