E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Rischi tecnologici e nuove solitudini. Affrontiamo l'emergenza educativa in Italia
Rischi tecnologici e nuove solitudini. Affrontiamo l'emergenza educativa in Italia

Emergenza infanzia e adolescenza in Italia: nel 2012 il 33,9% degli adolescenti ha navigato su siti pronografici, oltre 1 su 4 (25,9%) afferma di aver ricevuto sms/mms/video a sfondo sessuale, il 24,9% perde costantemente molto denaro a slotmachines e videopoker (provati anche dal 7,8% dei bambini italiani), il 9,9% ha visitato siti che esaltano anoressia e suicidio, il 40,1% dei ragazzi ha visto foto o video imbarazzanti che ritraggono coetanei, ben il 21,7% dei bambini passa dalle due alle quattro ore al giorno davanti alla tv e più di 1 bambino su 4 (25,9%) ammette di essersi imbattuto in pagine Internet contenenti immagini di violenza.

In periodo di campagna elettorale è facile che i media affrontino le tematiche economiche e sociali più scottanti in un calderone di dibattiti, proposte, accuse reciproche tra le parti politiche, auspici. Ma è altrettanto scontato che le problematiche prese in esame siano le più importanti e urgenti, quelle che riguardano direttamente il futuro della nostra società?

Come facciamo, ad esempio, a parlare di futuro senza parlare di educazione e di tutela dei nostri figli? E’ un tema che quasi nessun politico affronta nei suoi comizi, eppure secondo i dati raccolti dal Rapporto 2012 di Eurispes e Telefono Azzurro, l’Italia attraversa oggi una delle peggiori emergenze possibili: quella educativa.

La debordante capacità di penetrazione e capillarità dei media moderni (la tv è quello più frequentato dai bambini, ma internet e cellulari insieme fanno di più per gli adolescenti: il 40,5% di essi usa il cellulare oltre le quattro ore giornaliere), combinata con l’incapacità o l’impossibilità di controllo da parte degli adulti, ha cambiato ormai da anni le carte in tavola in fatto di selezione dei contenuti a cui i nostri figli riescono ad accedere.

Non ci sono limiti ai rischi cui essi sono esposti sin da piccoli: pornografia, violenza, soprusi psicologici da parte di coetanei, violazione della privacy, dipendenza dal gioco, ecc. Tutto questo, naturalmente, incide fortemente sul mondo interiore dei bambini e degli adolescenti. Le conseguenze possono essere molto gravi: dai disturbi dell’alimentazione alle fughe da casa (triplicate nel 2012 rispetto all’anno precedente), dai comportamenti violenti al pensiero di suicidio.

Sentimenti opposti e negativi la fanno da padrone: depressione, ansia, solitudine. il 24,7% dei bambini vive stati di depressione qualche volta (19,1%) o spesso (5,6%); se a questi si aggiungono i bambini che sentono un senso di depressione, anche se solo raramente (17,7%), emerge un disagio che tocca il 42,4% dei bambini, 4 su 10. Solo il 24,8% dei bambini riferisce di non vivere stati d’ansia, mentre il 12,2% dice di viverli spesso e il 24,4% qualche volta. L’ansia coinvolge anche il restante 25% dei bambini, sebbene raramente. Un bambino su dieci si sente “spesso” solo, seguito dal 21,8% cui capita di vivere “qualche volta” questa sensazione e dal 24,2% che soffre di solitudine raramente.

Non basterebbe un intero sito per elencare le conseguenze di un accesso senza filtri ai contenuti più disparati da parte un individuo tra i 5 e i 18 anni. La scuola, le legislazioni e la preparazione delle famiglie di fronte a questa emergenza “tecnologico-educativa” registrano un ritardo che è sotto gli occhi di tutti.

Con programmi di sostegno alla genitorialità, come Genitori Capaci, o attraverso progetti educativi nelle scuole per studenti e insegnanti, come Pianeta Nuovo, Fondazione Patrizio Paoletti lavora ogni giorno da oltre 10 anni per migliorare la capacità di risposta delle agenzie educative nel nostro Paese. Con lo stesso impegno invitiamo le istituzioni e l’opinione pubblica ad una maggiore attenzione verso problematiche come queste.

Riteniamo che esse riguardino direttamente il futuro dei nostri figli e del nostro vivere civile. Dalla politica, al sistema scolastico, ai singoli genitori, tutti dovremmo occuparci con la massima urgenza della tutela dell'infanzia, senza ulteriori deleghe di responsabilità.

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