E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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364 giorni di fame alla prossima giornata dell'alimentazione: è tempo di agire

Giornata dell’Alimentazione, il giorno dopo. Per 24 ore l’attenzione dell’opinione pubblica è tornata sul grande tema della fame nel mondo e sui numeri che ci raccontano di quel miliardo di persone che oggi soffrono la malnutrizione. Oggi è lecito chiedersi: cosa rimane dopo la giornata di ieri?

Se probabilmente rimane vivo il dibattito sui sistemi produttivi responsabili dell’emergenza alimentare, certamente resta l’impegno quotidiano di chi, come la Fondazione Paoletti, ha scelto di intervenire sul campo promuovendo microsistemi economici virtuosi che garantiscano uno sviluppo diverso, sostenibile e autonomo ai territori e alle comunità umane.

Risolvere il problema della fame una volta per tutte infatti non significa solo portare pasti a chi ne ha più bisogno, compito già di per sé molto impegnativo, ma significa fornire un supporto concreto perché quelle stesse collettività siano capaci di uscirne con le loro forze.

Il primo passo è ridisegnare i sistemi economici. Durante le celebrazioni di ieri presso la sede della Fao a Roma, si è sollevato il monito dei piccoli produttori agricoli dell’area Subsahariana, la regione più colpita dalla fame (con un aumento delle persone malnutrite da 175 milioni a 239 milioni nell’ultimo decennio): “ Gli investimenti delle multinazionali in Africa sono tutto tranne investimenti utili ai più vulnerabili”. Sono gli stessi contadini di base a ricordarci quanto siano pericolosi gli investimenti agricoli massivi, che aprono le porte a nuovi accaparramenti di terre, di acqua e di risorse naturali per la produzione di cibo non destinato ai territori di produzione. La preoccupazione è sempre più forte perchè in Africa è in atto una vera e propria spartizione dei terreni agricoli da destinare alla produzione di derrate alimentari per gli allevamenti intensivi del mercato occidentale, per biocarburanti e altro. Eppure l’80% dei bambini denutriti (che nel mondo sono 195 milioni) vive in paesi che dispongono di elevatissime risorse alimentari derivanti dall’agricoltura.

Strettamente legati agli aspetti economici sono quelli educativi, punto cardine dell’azione della Fondazione Paoletti nei paesi in via di sviluppo. Non si può parlare di sicurezza alimentare senza parlare di educazione. La maggior parte dei denutriti e analfabeti sono rurali e viceversa: entrando nel dettaglio, i denutriti rurali sono il 70% di 925 milioni, pari a 647 milioni; mentre gli analfabeti rurali sono il 70% di 863 milioni totali, ossia 604 milioni. Tra gli analfabeti, i bambini sono 67 milioni, mentre gli adulti sono 796 milioni.

Le ricerche effettuate negli ultimi anni, dimostrano che l’educazione è strettamente legata alla produzione: la produttività dei contadini scolarizzati è maggiore dell’8,7% rispetto a quelli analfabeti. Se all’educazione si aggiungono poi l’utilizzo di elementi esterni, quali ad esempio fertilizzanti e macchinari agricoli, la produttività aumenta del 13%. Il divario tra popolazione rurale ed urbana è ancora alto: nei Paesi in via di sviluppo, i primi sono il 55% del totale, circa 3,1 miliardi di persone. Si calcola che, tra il 2020 e il 2025, questo numero aumenterà costantemente, per poi diminuire nel 2025 nel Mediterraneo, Nord Africa e Asia centrale, mentre nell’Africa sub sahariana, la diminuzione avverrà attorno al 2045.

La microeconomia che la Fondazione Paoletti ha avviato in Perù, con un allevamento ed un orto biologico che rispettano i ritmi della natura e forniscono una corretta alimentazione ai bambini e alle famiglie della comunità amazzonica di Hipolito Unanue, è un esempio di una strategia d’intervento che promuova modelli di sviluppo differenti, orientati all’autonomia futura delle comunità umane attualmente più in difficoltà. L’idea di base è semplice: combattere la povertà, fornire ai bambini la possibilità di mangiare ed essere in salute, significa permettere loro di andare a scuola e rifondare il futuro della comunità in cui vivono.

Patrizio Paoletti, presidente della Fondazione, ha voluto lanciare un obbiettivo ambizioso per il 2013: distribuire in un anno 1 milione di pasti nei paesi in cui è la Fondazione agisce (Perù, Rep. Dem. Del Congo, India, Indonesia). Siamo certi che, con l’impegno di tutti, sarà possibile raggiungerlo in fretta, perché per 1 miliardo di persone alla prossima giornata mondiale dell’alimentazione mancano 364 giorni di fame.

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