E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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61 milioni di bambini senza scuola: noi possiamo cambiare il loro destino
61 milioni di bambini senza scuola: noi possiamo cambiare il loro destino

389 piccoli studenti del ciclo primario (182 bambine e 207 bambini), 208 del secondario (95 bambine e 113 bambini) tornano oggi a scuola nella Repubblica Democratica del Congo, nel cuore dell’Africa, un paese in cui essere bambini e accedere a educazione, salute e cibo non è mai facile e scontato.

Gli operatori e i sostenitori della Fondazione Paoletti, che in questi anni hanno lavorato alla riqualificazione della scuola “Thiseleka” nella capitale Kinshasa, hanno dimostrato che restituire un futuro all’infanzia è possibile anche nei luoghi più difficili.

Per poterlo fare è necessario compiere prima due passi fondamentali: conoscere la realtà dei fatti e comprendere che un paese che non educa i bambini è un paese senza fantasia e senza futuro.

Cosa succederebbe se un bambino a noi vicino non avesse la possibilità di accedere ad un’istruzione? Proviamo ad Immaginare che cosa accadrebbe se nel nostro quartiere o nella nostra città non ci fosse nessun asilo nido, nessuna scuola primaria o secondaria, nessun insegnante. Che futuro avrebbero i nostri figli? Che futuro avremmo noi e il luogo in cui viviamo? Siamo nel 2012 e per quanto impensabile ed inammissibile, quest’ ipotesi è purtroppo una realtà quotidiana in molti paesi.

Oggi, 61 milioni di bambini non vanno a scuola a causa della guerra, della povertà, delle malattie. E’ un’emergenza di proporzioni enormi, molto spesso ignorata dai principali mezzi di informazione. Nei paesi a basso reddito 1 bambino ogni 11 non va a scuola. E già questa è una cifra enorme. Ma nei paesi in guerra o post conflitto, ben 1 bambino su 3 non ci va. I tassi di iscrizione alle scuole secondarie in questi paesi sono di un terzo più bassi di quelli nei paesi in via di sviluppo. E per le ragazze la situazione è ancora peggiore.

Non mandare i propri figli a scuola per un paese significa che le probabilità di smarcarsi dal ciclo della povertà rimarranno molto basse. E significa anche che le bambine che smetteranno di andare a scuola, si sposeranno prima, faranno figli prima, a 11, 12, 13 anni, con tutti i rischi e le conseguenze che questo comporta.

In Congo conosciamo bene le cause e le conseguenze del deficit educativo. Il tasso di analfebetizzazione, soprattutto quella femminile, è altissimo, le famiglie di quei bambini che hanno la fortuna di averne una non possono quasi mai sostenere i costi di un’iscrizione alle poche scuole attive. Da oltre 10 anni guerriglie continue feriscono questa terra e sono tanti i bambini-soldato, gli orfani e gli abusi.

Quando siamo partiti, nel 2008, con il programma Scuole del Mondo per la scolarizzazione, assistenza sanitaria e alimentare dei bambini di Mont Ngafula, a Kinshasa, eravamo convinti che le cose sarebbero potute cambiare. Oggi, guardando negli occhi i 600 piccoli allievi che frequentano la scuola e nutrendoci dell’entusiasmo dei sostenitori del nostro progetto, ne siamo sicuri: quei 61 milioni di bambini, se lo vogliamo, non sono più condannati a non avere futuro.

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