E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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La libertà individuale non è una questione di genere
La libertà individuale non è una questione di genere

L’impegno nel campo dell’educazione e dei diritti dell’infanzia della Fondazione Patrizio Paoletti prescinde da sempre dalle differenze di genere. Riteniamo che a tutti i bambini e le bambine del mondo debbano essere garantiti gli stessi diritti e la stessa opportunità di esprimere la propria personalità.

Nei progetti del programma Scuole nel Mondo, attivo oggi in Congo, Perù, Indonesia e India, Fondazione Paoletti e Associazione Paoletti Onlus si impegnano con i loro sostenitori ad offrire ai bambini di entrambi i sessi le stesse opportunità per il futuro (istruzione, assistenza sanitaria e alimentare), realizzando azioni di contrasto laddove dinamiche socio-culturali possono minare le libertà del genere femminile.

D’altra parte, le neuroscienze dimostrano oggi che le differenze di genere, che nel grembo materno sono determinate dalle differenze ormonali, sono di norma accentuate (piuttosto che livellate) dal contesto culturale in cui l’individuo cresce.

Alla nascita è stata rilevata una maggiore intensità (circa il 69%) nell’attività motoria dei maschi (anche intrauterina) dovuta alla maggiore presenza di ormoni sessuali (testosterone in particolare) nell’utero materno, che produce nei maschi una certa irrequietezza.

Nonostante i livelli degli ormoni si vadano equiparando già entro i sei mesi di vita, la differenza di genere nell’attività fisica va crescendo piuttosto che uniformarsi. Questo, secondo lo psicologo Warren Eaton e i suoi colleghi dell’Università di Manitoba in Canada, è attribuibile al fatto che i genitori incoraggiano maggiormente i maschi, piuttosto che le femmine, a farsi carico del rischio fisico.

L’imitazione del comportamento tra pari, poi, può fare il resto, uniformando i comportamenti degli individui dello stesso sesso. Così è anche, nella prima infanzia, per la scelta dei giocattoli, per la presunta predisposizione alle capacità verbali e alla lettura, per le abilità spaziali e matematiche, per la capacità di manifestare empatia e nell’espressione dell’aggressività.

Michael J. Meany, neuroscienziato della McGill University, ha scoperto che la peculiarità delle cure parentali produce una serie di conseguenze neurali e psicologiche nei bambini, che vanno dalla produzione di nuove cellule cerebrali e di diversi modi di rispondere allo stress al miglioramento/depotenziamento della memoria.

Sarebbero proprio le cure parentali dunque, se legate ai pregiudizi culturali di un contesto sociale, ad amplificare le differenze di genere. Sebbene la differente concentrazione di ormoni al principio possa rappresentare il fattore innescante di alcuni processi, è nel contesto sociale che le differenze di genere possono essere consolidate.

Capire allora come emergono e si manifestano questi comportamenti può risultare interessante per ridurre le discrepanze più critiche tra i generi, in maniera da permettere a ogni bambino (e bambina!) di sviluppare in libertà il proprio talento, la propria personalità e la propria sensibilità, nella maniera più completa possibile.

 

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