E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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Misurare se stessi. Oscar Giannino per “Ogni uomo è un educatore”
Misurare se stessi. Oscar Giannino per “Ogni uomo è un educatore”

Fondazione Patrizio Paoletti è lieta di pubblicare sul suo canale YouTube il contributo video che Oscar Giannino, economista e giornalista di successo, ha gentilmente offerto per sostenere la campagna “Ogni Uomo è un Educatore”.

Guarda il video


Misurare se stessi...

Sono cresciuto in un contesto sociale che non mi piaceva: non mi piaceva la cupezza del mio quartiere, i rapporti sociali tra le persone che ci vivevano e il lavoro verso cui ci instradavano. La rabbia e la fuga sono state la molla fondamentale che mi ha spinto alla ricerca di un mio spazio.

Mi sono dedicato alla mia formazione, ho ricercato nuovi orizzonti. Lo studio dell’economia mi ha aiutato ad emanciparmi dal dipendere da qualcuno, che è ciò che realmente cercavo. Non volevo più dipendere dalle esigenze commerciali dei giornali presso cui lavoravo o da direttori che non condividevano la mia passione per un paese che ha bisogno di rimettersi in piedi economicamente. Poco a poco ci sono riuscito, ho guadagnato un nuovo orizzonte della mia vita. Ora sento di non dover indossare più paraocchi, se non quelli che dipendono dai miei stessi errori, sento di poter spaziare.

Nella vita è importante rimettersi sempre in discussione, bisogna avere il coraggio di cambiare idea, essere pronti a ridiscutere tutti i più sacri teoremi della scuola a cui si appartiene. Io l’ho fatto e continuo a farlo. Basta sapere che c’è il forte rischio di sembrare un matto senza punti di riferimento, perché molte persone sono portate naturalmente a giudicarti ed assegnarti delle etichette.

Per essere veramente liberi bisogna riscoprire l’indipendenza dell’individuo, e nel nostro paese non è facile. Allo stesso tempo, però, siamo anche la nazione con la più alta percentuale di lavoratori autonomi tra i paesi avanzati. Ciò vuol dire che il senso di libertà è molto forte nel dna degli italiani, non perché siamo individualisti asociali, ma perché sappiamo che quando ci si è costruiti i presupposti per non dover dipendere da qualcun altro, ci si misura finalmente con i propri limiti. Questa, secondo me, è la trincea più impegnativa e autentica della vita, qualunque cosa si faccia.

L’educazione...

Penso che sarebbe utile se i giovani italiani di entrambi i sessi prestassero, prima di entrare nella maggior età, servizio socialmente utile per alcuni mesi. Il periodo tra l’adolescenza e la piena maturità è importantissimo perché è quello durante il quale si acquisiscono valori essenziali: il senso del limite, il rispetto di sé e degli altri, la capacità di lavorare in squadra, la responsabilità sociale.

Comunicando ai giovani solo l’idea che siamo un paese a reddito disponibile buono e a patrimonio molto elevato, li porteremo a pensare che forse è giusto vivere semplicemente sfruttando al meglio le disponibilità economiche e rimandando ogni impegno e responsabilità, nel privato come nel sociale. Invece i giovani sono il capitale sociale dell’Italia, il miglior investimento economico per il futuro. I giovani devono essere la spina dorsale del nostro paese.

L’educazione è fondamentale. Penso che i giovani debbano maturare passando attraverso la scelta di rendersi utili e di misurare le loro capacità. Mettersi a disposizione degli altri, facendo emergere molto presto il capitale sociale che ognuno possiede, è un atto di cui beneficerebbe l’intero contesto sociale. I nostri giovani, allo stesso tempo, imparerebbero a gestire meglio le loro responsabilità, sia in ambito sociale, che nella sfera degli affetti privati.

Bisogna sempre ricordare ai giovani, che nella vita non esiste soltanto il piacere. Il principio del dovere, se ben compreso, fonda un principio di se stessi che, secondo me, arricchisce.


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