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Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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La miglior educazione non parla una sola lingua!
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I bambini che crescono in un ambiente bilingue sviluppano prima e meglio alcune strutture cognitive rispetto ai coetanei monolingue. E’ quanto afferma una ricerca effettuata dal prof. Jacques Mehler, docente di neuroscienze e direttore del laboratorio “Linguaggio, cognizione e sviluppo” della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste, in collaborazione con Agnes Melinda Kovàcs.

Lo studio, pubblicato sulla rivista “Science”, ha dimostrato che il bilinguismo influisce positivamente sulle “funzioni esecutive”, processi cognitivi determinanti nella gestione, nella pianificazione, nella coordinazione e nel controllo delle azioni.

Assisi International School, scuola dell’infanzia e scuola primaria di metodo Montessori della Fondazione Patrizio Paoletti, ha fatto proprio del bilinguismo il pilastro fondante della sua offerta formativa. Tutti i programmi didattici, rivolti a bambini dai 2 agli 11 anni, prevedono il bilinguismo (italiano e inglese), con l’opportunità di scelta di una terza lingua (lo spagnolo).

Ancora prima di iniziare a parlare, un bambino che è esposto a due idiomi fin dalla nascita sa distinguere nettamente tra due lingue diverse, riconoscendo più facilmente regolarità grammaticali e strutture linguistiche. Il cervello di questi bambini, più plastico e duttile, riesce a sviluppare precocemente una capacità d’apprendimento più raffinata.

I neuroscienziati della SISSA hanno condotto il loro esperimento impegnando due gruppi di bambini di 12 mesi, un gruppo bilingue e uno monolingue, in un compito che richiedeva il controllo delle funzioni esecutive, che avrebbe poi favorito una comparazione dei dati ottenuti dai due gruppi. Ai bambini venivano presentati due tipi di sequenze trisillabiche: una, che seguiva lo schema ABA, in cui la prima e la terza sillaba erano uguali (come “lobalo” o “mubamu”) e un’altra, dallo schema AAB, in cui le sillabe uguali erano la prima e la seconda (come “loloba” e “mimifu”).

Subito dopo l’ascolto dello stimolo sonoro, su uno schermo posto davanti ai bambini appariva un pupazzo: a sinistra se la sequenza sillabica era del tipo AAB, a destra se era del tipo ABA. Il compito dei bambini era quello di anticipare il lato dello schermo in cui sarebbe apparso il pupazzo in seguito allo stimolo sonoro. Per riuscirci i bambini dovevano cogliere le regolarità strutturali presenti negli stimoli verbali, associando a ciascuna struttura linguistica un lato dello schermo su cui spostare lo sguardo.

I ricercatori hanno osservato che i bambini bilingue riuscivano molto meglio degli altri nel compito. Essi apprendevano con estrema facilità le due strutture linguistiche e le usavano simultaneamente per reagire con prontezza al cambiamento di situazione. I bambini monolingui, invece, sono riusciti a eseguire il compito correttamente solo con la struttura verbale AAB.

Il vantaggio dei bambini bilingui può essere ricondotto, allora, all’abilità di saper gestire selettivamente gli stimoli del mondo esterno e di saper prendere in considerazione solo ciò che ha importanza in un determinato contesto per raggiungere un obiettivo prestabilito.

Lo studio dei due ricercatori della Scuola di Trieste offre uno strumento in più per riconoscere il valore dell’impianto pedagogico di Assisi International School, già ben strutturato sulle solide basi dei principi montessoriani. Al di là del vantaggio prettamente linguistico, che un bambino che conosce due lingue indiscutibilmente avrà in una società multiculturale come la nostra, questo esperimento ci dice qualcosa in più sugli ambienti educativi bilingui. I bambini che crescono in questi contesti imparano a ottimizzare la gestione delle proprie conoscenze e a sviluppare una forte capacità di adattamento, tutte abilità che saranno fondamentali per l’affermazione di tutte le loro straordinarie potenzialità.
 

Lo studio: “Flexible Learning of Multiple Speech Structures in Bilingual Infants Science” in Science, 9/7/09, Vol. 325 no. 5940 pp. 611-612. DOI: 10.1126/science.1173947
Gli autori: Agnes Melinda Kovacs and Jacques Mehler
 

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