E-learning

Il sapere è al tempo stesso l'esigenza e lo strumento essenziale dello sviluppo
La piattaforma e-learning di Fondazione Patrizio Paoletti è stata concepita e realizzata per sostenere e implementare i percorsi di lifelong learning che l'ente progetta e sviluppa in Italia e all'estero. Sulla piattaforma sono presenti contenuti ed esercizi fruibili in quattro differenti lingue per far fronte ad un utenza diversificata e diffusa, ad oggi, su quattro continenti. La piattaforma contiene un sapere pedagogico derivato dalle attività di ricerca (neuroscientifica, educativa, didattica e compilativa) che la fondazione promuove e persegue, i corsi sono seguiti da docenti e tutor specializzati. Sulla piattaforma si possono consultare materiali e testi specifici di Pedagogia per il Terzo Millennio, sistema pedagogico che opera per il miglioramento e lo sviluppo del potenziale di relazione tra gli individui.

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L’apprendimento attivo migliora la memoria
L’apprendimento attivo migliora la memoria

Gli autori di uno studio pubblicato su Nature Neuroscience hanno scoperto che lo sviluppo e l’efficacia della memoria subiscono accelerazioni e rallentamenti a seconda del modo in cui si apprendono le informazioni.

Dalla ricerca è emerso che l’esplorazione attiva dei luoghi e delle idee è in grado di favorire una più intensa connessione funzionale tra le diverse aree del cervello, più di quanto riesca a farlo un apprendimento passivo.

Per mettere in evidenza eventuali differenze tra apprendimento attivo e passivo, gli autori dello studio hanno portato a termine un esperimento in cui ai partecipanti veniva chiesto di memorizzare le posizioni di oggetti su uno schermo sfruttando i due diversi approcci.

L’esercizio di apprendimento attivo forniva ad essi una certa autonomia, lasciandoli liberi di fare ciò che volevano sullo schermo. Al contrario, coloro i quali erano sottoposti alla prova di apprendimento passivo erano costretti a guardare le registrazioni dei movimenti che gli altri avevano compiuto sullo schermo durante l’esercizio di esplorazione attiva.

Durante l’esperimento, i ricercatori hanno potuto analizzare, tracciando la circolazione del sangue nel cervello dei partecipanti tramite risonanza magnetica, la “vivacità” dell’area cerebrale specifica dell’ippocampo durante i processi di apprendimento e di memoria.

Analizzando le immagini ottenute dalla risonanza, è risultato che l’ippocampo è una catena importante dei processi di memoria, ma soltanto quando gli è consentita un’interazione con le altre aree del cervello. Ciò avviene maggiormente quando gli individui esplorano attivamente ciò che hanno il compito di imparare. L’ippocampo, infatti, risultava essere più attivo e sviluppava un numero molto maggiore di connessioni con altre aree cerebrali quando gli individui erano intenti ad esplorare attivamente lo schermo.

Questo dato è confermato anche da ciò che i partecipanti riuscivano effettivamente a ricordare dopo l’esperimento: interrogando gli “apprendisti attivi” gli studiosi riuscivano ad ottenere risposte più chiare e puntuali rispetto a quelle di chi aveva memorizzato passivamente il gruppo di oggetti.

Che il controllo delle condizioni e degli ambienti in cui avviene l’apprendimento sia importante è noto da tempo, ma questo studio va oltre. Se si pensa che la maggior parte degli ambienti educativi in cui crescono i nostri bambini sono di tipo strettamente passivo, si comprende immediatamente le riflessioni che questa ricerca è in grado di generare.

I principi educativi che guidano le attività di Fondazione Patrizio Paoletti privilegiano da tempo l’apprendimento attivo dei bambini: questa ricerca è una conferma scientifica della “bontà” della direzione intrapresa.

I programmi didattici di Assisi International School, scuola d’infanzia e scuola primaria della Fondazione, e il progetto Junior Training, percorsi pedagogici e laboratori didattici dedicati a genitori e bambini, si basano sull’idea “Imparare Divertendosi”, principio fondamentale del sistema pedagogico “Pedagogia per il Terzo Millennio” ideato da Patrizio Paoletti.

In accordo con i principi montessoriani, i bambini sono pienamente coinvolti nelle attività didattiche loro rivolte dalla Fondazione e partecipano attivamente ad esse, potendo così coltivare spontaneamente l’amore per l’apprendimento e per lo studio.

Soltanto disegnando intorno al bambino un ambiente educativo curato nei particolari, capace di spingerlo ad un apprendimento attivo, è possibile evitare il rischio che la sua capacità d’apprendimento, la sua abilità nel memorizzare le nozioni, il suo diritto ad ottimizzare il suo sviluppo cerebrale siano penalizzati.

 

Lo studio citato in quest'articolo è intitolato "Hippocampal brain-network coordination during volitional exploratory behavior enhances learning" ed è stato condotto da Joel L. Voss, Brian D. Gonsalves, Kara D. Federmeier, Daniel Tranel, Neal J. Cohen.


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